giovedì 25 aprile 2013

Torta di mele triplo strato e buon compleanno al nostro blog!

Quante ricette esistono della torta di mele? Senza tema di smentita possiamo affermare: un numero infinito! Chiunque si cimenti in cucina ha la propria, e spesso anche più di una, così le squisitezze si moltiplicano creando delizie per grandi e piccini.
Anche noi abbiamo le nostre ricette della torta di mele, no, non è un errore di battitura, ne abbiamo diverse: questa è quella alla quale sono più affezionata.
E' la prima che ho fatto da sposina nel lontano 1986  (le tradizioni di famiglia devono pur iniziare...)  ispirandomi ad una ricetta di Sale e Pepe, è quella che ho insegnato al mio Braccio destro, dal quale devo difendere gli ingredienti in fase di lavorazione, e che viene cotta nella tortiera che era di mia nonna Elena.
Tutti ingredienti che aumentano esponenzialmente la bontà della colazione o della merenda...

Ingredienti per una tortiera di 24 cm 
  • 5 - 6 mele golden del Trentino (circa 700-750 g pesate già pulite)
  • 250 g di farina 00 + un cucchiaio per infarinare la tortiera (noi usiamo un mix di farina 00 amido di mais e fecola di patate)
  • 2 uova bio
  • 100 g di burro buono + un pezzetto per imburrare la tortiera
  • 100 g di zucchero vanigliato home made (60 g per l'impasto + 40 g da spolverare sulle mele) 
  • 50 - 70 ml circa di latte bio
  • un pizzico di sale
  • 8 - 10 g  di lievito per dolci (circa mezza bustina) 
  • cannella
  • 1/2 limone di Sorrento
Procedimento:



Abbiamo sbucciato le mele, tagliate in quarti, affettate sottili, e dopo averle spruzzate di limone abbiamo iniziato a preparare l'impasto.
Abbiamo montato bene le uova con 60 g di zucchero vanigliato, unito il burro precedentemente fuso e raffreddato, la farina setacciata, un pizzico di sale, il latte ed infine il lievito anch'esso setacciato; l'impasto deve essere cremoso  e non liquido perché le mele lasceranno il loro succo. 
Abbiamo foderato la tortiera con carta forno, imburrato ed infarinato i bordi e composto la nostra torta.

Abbiamo iniziato con uno strato di impasto sul fondo della tortiera



che abbiamo ricoperto con uno strato di mele spolverato con lo zucchero, fatto un secondo strato di impasto, 






ricoperto con le mele e spolverato di zucchero







fatto un terzo strato di impasto e concluso con le mele spolverate di zucchero e cannella.






Abbiamo infornato nel forno già caldo a 180° per circa 45 minuti, tolto dal forno, lasciato intiepidire e...



buon appetito, che bontà !!!
In questi giorni, lo scorso anno, nasceva il nostro blog. 
Il 25 Aprile abbiamo preparato la prima ricetta che, qualche giorno dopo, ha dato inizio ufficialmente al blog.
E' stato un anno pieno, con preoccupazioni ma anche tante gioie, abbiamo conosciuto persone squisite, stretto nuove amicizie, condiviso ricette, imparato tanto.
Grazie a tutte ed un abbraccio alle nostre nuove amiche!

lunedì 22 aprile 2013

Frittata di ceci con porri e zucca per il 100% Vegetal Monday

Primavera capricciosa!
Avevamo iniziato la scorsa settimana con il canto delle rondini, con un sole splendente e caldo, forse troppo caldo, ed ora ci ritroviamo in una perturbazione fredda che venerdì ci ha portato vento, pioggia e grandine. Ci farà compagnia ancora per qualche giorno così, rispolverate dall'armadio le giacche pesanti, in cucina apriamo l'ultima zucca e prepariamo una frittata golosa e nutriente. 
Questo è un tipico piatto vegano-vegetariano che affonda le proprie radici nella classica cucina ligure: è infatti una rivisitazione della farinata.
Marco Bianchi nel suo libro "I magnifici 20 - Un anno in cucina con Marco Bianchi" la propone in abbinamento alle cipolle, noi avevamo la nostra bella zucca che, a nostro parere, è buonissima con i ceci; gironzolando in rete fra le tante ricette (e ce ne sono davvero molte) abbiamo trovato questa, alla quale ci siamo ispirati, naturalmente con i nostri adattamenti.
L'abbiamo preparata sia in padella che al forno ed entrambe sono buonissime: la cottura in padella richiede un poco più di olio e la crosticina è davvero deliziosa, quella al forno è un poco più leggera.
E' un secondo piatto gustoso, nutriente e sano: i ceci sono ricchi di proteine, acidi grassi,  omega 3 e sali minerali. Zucca e porro ci donano beta-carotene, calcio, fosforo, rame, magnesio, zinco e potassio, oltre alle vitamine A e B.
E' un piatto semplice e versatile, unito alla verdura di stagione permette ogni volta abbinamenti colorati e saporiti con tutta la ricchezza della "carne dei poveri" che povera non è!

Ingredienti per 4 porzioni 
  • 100 g di farina di ceci bio
  • 300 g di acqua
  • 200 g circa di zucca
  • 1 porro
  • sale 
  • olio evo ligure
  • vino bianco
  • pepe nero in grani dello Sri Lanka (fair trade)
Procedimento
Abbiamo sciolto la farina di ceci nell'acqua che abbiamo versato a filo facendo attenzione a non far formare grumi fino ad ottenere una pastella morbidissima, abbiamo aggiunto un cucchiaio di olio, un poco di sale, pepe, abbiamo coperto e lasciato la nostra pastella a riposo per circa 5-6 ore 
abbiamo pulito il porro e la zucca, li abbiamo tagliati finemente, rosolati in padella con un filo di olio, sfumati con vino bianco, regolato di sale, ed infine stufati per circa 20 minuti aggiungendo un poco di acqua. Abbiamo unito porro e zucca intiepiditi alla pastella di farina di ceci, rovesciato il composto in una teglia ricoperta da carta forno leggermente unta di olio evo 
e cotto in forno già caldo a 200° per circa 30 minuti.
Abbiamo sfornato e lasciato intiepidire.
Per la cottura in padella: 
abbiamo unto di olio evo una padella molto calda, vi abbiamo versato il composto distribuendo bene le verdure, e cotto circa dieci minuti per lato.
Dato una spolverata di pepe, e gustato con un'insalata fresca e croccante.
Buon appetito!
Con questo piatto partecipiamo al 100% Vegetal Monday (le motivazioni si possono trovare qui)
Grazie alla Cucina della Capra per l'ospitalità!

giovedì 18 aprile 2013

Il lievito naturale: istruzioni per l'uso

Lievito naturale: misterioso oggetto del desiderio di tutti gli appassionati dei lievitati.
Quando anni fa abbiamo iniziato la nostra avventura di "panificatori dilettanti" i primi panini, fatti con il lievito di birra, erano più belli che buoni. Non ci siamo scoraggiati e con libri, consigli, tanta pazienza ed infine l'avvento di internet con le sue mille risorse, siamo riusciti a ridurre al minimo l'uso del lievito di birra e ad ottenere un pane goloso e profumato.
Un giorno, mentre impastavamo una torta, spiegavo all'allora piccolo Braccio destro che inizialmente  i pasticceri incorporavano molta aria nell'impasto per ottenere un prodotto morbido e lievitato, montando molto bene le uova, perché non esisteva la grande varietà di agenti lievitanti moderni. Da questa osservazione alla domanda "Ma come facevano a far lievitare il pane?" il passo è stato breve. Siamo partiti alla ricerca di informazioni sul lievito madre, risalendo sino agli antichi egizi, abbiamo provato a farlo con risultati pessimi, un'amica alla quale era stato donato ci ha scoraggiati raccontandoci le mille difficoltà del mantenimento che alla fine l'hanno convinta ad abbandonare,  fino a quando... non abbiamo incontrato Anna. 
Il nostro lievito madre è nato la scorsa estate (ecco il  post relativo alla nascita di licoluva) seguendo passo passo le istruzioni dettagliate di AnnaOrnella e della Cuochina.
A loro va il nostro GRAZIE, la nostra bella avventura con il lievito naturale è merito loro, soprattutto della pazienza infinita di Anna...

In questi mesi abbiamo imparato tante cose, abbiamo panificato, condiviso il pane con persone amiche che ci hanno chiesto in dono un poco del nostro lievito; così il nostro licoluva  si è riprodotto, ed accompagnato dalle  "istruzioni d'uso", è entrato in altre case deliziando le loro cucine.
Abbiamo pensato di "trasferire" tali istruzioni in un post per creare una sorta di "bigino" (la mia generazione sa di cosa parlo...) con ciò che sinora abbiamo imparato, consci che abbiamo ancora tanto da apprendere.
Fatte le dovute premesse iniziamo col dire che il nostro lievito naturale altro non è che un lievito madre idratato al 100%, l'acronimo licoli (lievito naturale in coltura liquida) lo ha coniato Anna, ed in questo post ne evidenzia i vantaggi. 
E' un alimento vivo, salutare,  capace di dare un sapore unico al pane.
Sia che lo abbiamo creato o che lo abbiamo ricevuto in dono ora che è entrato in casa nostra come accudirlo?

Quando non si panifica il lievito può rimanere tranquillamente in frigorifero; è consigliabile rinfrescarlo almeno ogni 15 giorni anche se può resistere più a lungo. 
Con il rinfresco il lievito riceve nutrimento e viene ravvivato per poter svolgere il suo lavoro. 

Al nostro licoluva facciamo un rinfresco totale così:
  • 50 g di lievito naturale
  • 50 g di farina di forza (Manitoba oppure una buona varietà di farina 0)
  • 50 g di acqua (noi usiamo quella della Casa dell'Acqua del Sindaco)
Queste dosi ci permetteranno di avere circa 150 g di lievito.
In una ciotola mettiamo il lievito, la farina, l'acqua e mescoliamo con una forchetta sino a formare una pastella, 










lo trasferiamo in un vasetto di vetro pulito e sterilizzato annotando il livello, l'ora, la quantità, la data, copriamo con un piattino ed un panno di cotone (se fa freddo aggiungiamo una copertina di lana) 
e lasciamo lievitare sino al raddoppio, circa 6 ore. 
Il tempo del raddoppio è condizionato dalla temperatura e dallo stato del lievito, maggiore è la temperatura e più spesso rinfreschiamo il lievito minore sarà il tempo necessario.  
Il nostro è un lievito molto attivo, ed ora che fa caldo, sono state sufficienti 5 ore
A raddoppio avvenuto (a questo serve segnare il livello iniziale!) mettiamo il coperchio e riponiamo nella parte meno fredda del frigorifero.
Per il rinfresco totale come indicato sopra noi usiamo vasetti da 500 g; se prepariamo dosi maggiori di lievito usiamo barattoli corrispondenti comunque mai eccessivamente grandi.
Dopo qualche giorno di riposo in frigorifero si verifica la separazione della parte liquida da quella solida così diamo  una "rimescolata", copriamo e riponiamo in frigo.

Quando si panifica ci serviamo di una parte del lievito che custodiamo in frigorifero e, per capire come usarlo, prendiamo come riferimento l'impasto base n. 3 della Cuochina:
  • 210 g di farina 0
  • 90 g di licoli molto attivo
  • 105 g di acqua 
  • sale
dal nostro barattolo con circa 150 g di lievito ne preleviamo 15 g ed iniziamo i rinfreschi facendone tre consecutivi  per avere un lievito molto attivo.

Primo rinfresco:
  • 15 g di lievito + 15 g di farina + 15 g acqua (mescoliamo in una ciotola, trasferiamo in un barattolo pulito, segniamo il livello, annotiamo la quantità e l'ora, copriamo con un piattino, un panno ed eventualmente una copertina e lasciamo lievitare sino al raddoppio, circa 6 ore, meno d'estate e di più d'inverno)
Secondo rinfresco:
  • tutto il lievito precedente (circa 45 g) + 18 g di farina + 18 g di acqua (mescoliamo nel barattolo dove è contenuto il lievito, trasferiamo in un barattolo pulito, segniamo il livello, annotiamo la quantità e l'ora, copriamo con un piattino, un panno ed eventualmente una copertina e lasciamo lievitare sino al raddoppio, circa 2 ore 1/2 - 3 ) 
Terzo rinfresco:
  • tutto il lievito precedente (circa 81 g) + 20 g di farina + 20 g di acqua (mescoliamo nel barattolo dove è contenuto il lievito, trasferiamo in un barattolo pulito, segniamo il livello, annotiamo la quantità e l'ora, copriamo con un piattino, un panno ed eventualmente una copertina e lasciamo lievitare sino al raddoppio, circa 2 ore 1/2 - 3) 
Alla fine avremo circa 101 g di lievito (45+36+40) ma considerato ciò che rimane attaccato agli utensili e ai barattoli ci troviamo la dose giusta per panificare: 90 g .

Il primo rinfresco è un rinfresco totale, gli altri due sono pseudorinfreschi col metodo di Anna.

Di solito noi facciamo dose doppia così ci occorrono 180 g di lievito:
  • Primo rinfresco totale: 30 g di lievito + 30 g di farina + 30 g di acqua
  • Secondo pseudorinfresco: tutto il precedente (90 g circa) +35 g di farina + 35 g di acqua
  • Terzo pseudorinfresco: tutto il precedente  (160 g circa) + 20 g di farina + 20 g di acqua
Otteniamo così circa 200 g di lievito (90+70+40) ma considerato ciò che rimane attaccato agli utensili e ai barattoli ci troviamo la dose giusta per panificare: 180 g.

Terminata l'ultima lievitazione procediamo nella panificazione, per esempio con questa ricetta semplicissima.
Col tempo abbiamo imparando a conoscere il nostro lievito ed a gestirlo al meglio; ci siamo resi conto che licoluva possiede una grande adattabilità ed ora usiamo spesso anche il metodo "stress free" riportato qui .
Abbiamo ancora tanto da imparare e da sperimentare in quella che, non a caso, viene definita arte bianca.
Buona panificazione e attenzione: panificare crea dipendenza!
Pane giallo
Pane al Kamut



lunedì 15 aprile 2013

Gnocchi pomodoro e olive per il 100% Vegetal Monday

Benvenuta primavera! 
Sabato mattina sono arrivate le nostre rondini deliziandoci con poetiche giravolte nel cielo e con il loro canto allegro. Ed allora via con un piatto leggero e gustoso, che affonda le sue radici nella tradizione della cucina contadina; la ricetta degli gnocchi è di mia Nonna Elena ed è stata una delle prime preparazioni fatte col Braccio destro. 
Mia nonna non usava le uova nell'impasto così, da sempre, abbiamo preparato gnocchi vegan! 
Piatto gustoso e apparentemente povero: le patate sono una miniera di nutrienti (vitamina C, potassio, vitamina B5, vitamina A), il pomodoro è ricco di licopene e provitamina A ed unito all'olio evo moltiplica i suoi effetti benefici, per finire con olive, basilico e peperoncino, armonia salutare e perfetta che delizia il palato.
Adatti da preparare con i bambini, togliendo naturalmente il peperoncino. 
La semplicità di pochi ingredienti, la magia delle "mani in pasta" danno così tanta soddisfazione da convincere anche gli irriducibili dello "sciopero della forchetta" o del "non mi piace" a gustarne una generosa porzione!

Ingredienti per 4 - 5 porzioni:
Per gli gnocchi
  • 1 kg di patate farinose (pesate già pulite) noi usiamo quelle al Selenio
  • 200 g di farina 00 bio
  • 100 g di semola rimacinata di grano duro bio
  • sale fino Mothia (circa un cucchiaino)
Per il sugo
  • passata di pomodoro bio (circa 700 ml)
  • olive nere taggiasche sott'olio a piacere (noi le abbiamo sciacquate per togliere l'olio in eccesso)
  • 1 spicchio di aglio rosa
  • sale dei Papi di Cervia q.b.
  • zucchero un pizzico
  • olio evo ligure
  • peperoncino rosso
  • basilico  q.b.
Procedimento:
Abbiamo lavato le patate, cotte al vapore, le abbiamo pelate e schiacciate ancora calde con il nostro storico schiacciapatate.
Abbiamo posto al centro le farine, il sale e lavorato l'impasto sino a renderlo omogeneo lasciandolo riposare per circa 15 minuti










trascorsi i quali abbiamo formato dei cilindri 
Braccio destro al lavoro
 e ricavato gli gnocchi tagliandoli a pezzetti il più regolari possibile 
Braccio destro al lavoro
li abbiamo rigati con una forchetta 
ed adagiati su un telo spolverato di farina a riposare.
Mentre in una pentola capiente portavamo ad ebollizione abbondante acqua salata, ci siamo occupati del condimento.
Abbiamo messo un cucchiaio di olio in una padella e vi abbiamo rosolato l'aglio che abbiamo successivamente tolto ed aggiunto la passata di pomodoro, un poco di zucchero, il sale, le olive taggiasche.  Dopo una breve cottura, circa 20 minuti, abbiamo unito il basilico e completato con una spolverata di peperoncino.
Abbiamo tuffato i nostri gnocchi nell'acqua bollente salata per una breve cottura, circa 5 minuti dalla ripresa del bollore, li abbiamo scolati con la schiumarola e messi nello scolapasta per eliminare l'acqua in eccesso. 
Disposti nei piatti li abbiamo conditi col nostro sughetto, irresistibili!
Buon appetito!
Due porzioni sono partite per una tavola amica...
Con questo piatto partecipiamo al 100% Vegetal Monday (le nostre motivazioni si possono trovare qui)

venerdì 12 aprile 2013

Muffins alla mela e ai mirtilli

Qualche tempo fa la nostra famiglia è stata preda delle classiche malattie invernali; giorni di febbriciattola e raffreddore, voglia di un dolcetto semplice semplice sia nell'esecuzione che nel gusto. Così abbiamo preparato i nostri muffins alla mela, replicati qualche giorno dopo nella versione ai mirtilli. 
Coccolosi e semplici al punto giusto, da gustare con una bevanda calda...

Ingredienti per 12 muffins:
  • 250 g di farina 00 bio
  • 120 g di zucchero di canna
  • 70 gr di burro di montagna
  • 2 uova bio
  • 250 ml di latte intero bio
  • un pizzico di lievito per dolci (la punta di un cucchiaino)
Questo è l'impasto base al quale abbiamo aggiunto:
  • Per la versione alla mela: 1 mela golden del Trentino
  • Per la versione ai mirtilli: 200 g di mirtilli del Trentino
Procedimento:
Abbiamo sciolto il burro e lo abbiamo lasciato raffreddare.  In una ciotola abbiamo unito gli ingredienti secchi (farina setacciata con il lievito, zucchero) e in un'altra gli ingredienti umidi (latte, burro, uova) che abbiamo mescolato velocemente con la frusta. Abbiamo rovesciato la parte umida in una volta sola negli ingredienti secchi e mescolato l'impasto con un cucchiaio.
Per i muffins alla mela abbiamo incorporato la mela sbucciata e tagliata a dadini, 
per i muffins ai mirtilli abbiamo incorporato delicatamente i mirtilli interi 
suddiviso l'impasto nelle formine di alluminio foderate con i pirottini di carta forno, ed infornato a nel forno preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti (fare la prova stecchino).
Sfornati abbiamo tolto le formine di alluminio e lasciato raffreddare.
Mela...
Mirtilli...
buon appetito!
Dove abbiamo preso la ricetta? Da uno dei nostri tanti libri modificata nelle dosi.

lunedì 8 aprile 2013

Lenticchie con riso, grano saraceno e miglio per il 100% Vegetal Monday

Nonostante il calendario abbia segnato l'inizio della primavera, pioggia e freddo ci dicono che l'inverno non è ancora finito... 
Ed allora quale migliore occasione meteo per cucinare ancora i legumi in abbinamento ad un tris di cereali gustoso e salutare?
Partecipiamo al 100% Vegetal Monday, le motivazioni si possono trovare qui, con un legume da noi molto amato: le lenticchie. 
La varietà da noi usata è quella di Castelluccio, antichissima e dall'inconfondibile sapore, ricca di ferro e proteine accompagnata dal riso (fra l'altro fonte di vitamine del gruppo B), dal grano saraceno (altamente proteico) , ed infine dal miglio (energizzante).
Non siamo nutrizionisti ma un medico illuminato (l'ex pediatra del Braccio destro che avremmo voluto tenere per tutta la vita, bravissima!) ci ha "istruito" sulla ricchezza di questi alimenti, ottimi sostituti della carne.
Gustiamo questo piatto con il nostro pane casereccio, una bella porzione di verdura e completiamo il pasto con della golosa frutta fresca!

Ingredienti per tre persone:
  • 150 g di lenticchie di Castelluccio 
  • 120 g mix di riso ribe paraboiled, grano saraceno e miglio 
  • acqua qb (circa un paio di litri)
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 spicchio d'aglio piacentino
  • mezzo bicchiere di passata di pomodoro bio 
  • olio evo ligure
  • sale dolce di Cervia
  • pepe nero in grani dello Sri Lanka (fair trade)
Procedimento:
Abbiamo lavato bene le lenticchie e le abbiamo cotte (questa varietà non richiede il preventivo ammollo) in abbondante acqua con la carota, il sedano, lo spicchio d'aglio aggiungendo la passata di pomodoro a cottura quasi ultimata. 
Abbiamo lasciato i nostri legumi a riposo sino alla sera quando abbiamo frullato la carota ed il sedano, tolto lo spicchio d'aglio e portato ad ebollizione per cuocere il nostro mix di cereali
abbiamo regolato di sale, condito con olio evo, una spolverata di pepe e gustato con il nostro pane rustico... 
Buon appetito!
Con questo piatto partecipiamo al 100% Vegetal Monday

Grazie a La Cucina della Capra per l'ospitalità!

domenica 7 aprile 2013

Pane rustico con semola di grano duro Senatore Cappelli


Pane antico, gustosissimo con una varietà di grano ricca di proteine, saporita e tenace che porta con sè il sole della Puglia, così chiamata in onore del Senatore Cappelli che introdusse la distinzione tra grano tenero e grano duro.
Abbiamo fatto un semplice pane casereccio, senza impasto e con lievito naturale, il nostro licoluva, con un procedimento stress free!
Abbiamo molti amici che usano il lievito di birra perciò doppio elenco degli ingredienti, i nostri, così come panificavamo noi sino allo scorso settembre...

Ingredienti con lievito naturale:
  • 300 g di semola di grano duro Senatore Cappelli bio e macinata a pietra
  • 200 g di farina 0 macinata a pietra bio
  • 150 g di licoluva (rinfrescato 3 volte come indicato qui)
  • 300 g circa di acqua tiepida 
  • 10 g di sale Mothia
  • 30 g di olio evo ligure
  • 1 cucchiaino di malto d'orzo bio (può essere sostituito da zucchero)

Può essere fatto anche con il lievito di birra modificando così gli ingredienti:
  • 300 g di semola di grano duro Senatore Cappelli bio e macinata a pietra
  • 200 g di farina 0 macinata a pietra bio
  • 3 g di lievito di birra fresco oppure 1 g di lievito di birra secco
  • 350 g circa di acqua tiepida (l'impasto deve essere morbido)
  • 10 g di sale Mothia
  • 30 g di olio evo ligure
  • 1 cucchiaino di malto d'orzo bio (può essere sostituito da zucchero)

Procedimento:
In una ciotola abbiamo sciolto il malto d'orzo nell'acqua tiepida, aggiunto licoluva (o il lievito di birra), mescolato con una forchetta ed aggiunto l'olio ed incorporato poco a poco le farine. Dopo un breve riposo abbiamo incorporato anche il sale, coperto la ciotola, lasciato lievitare a temperatura ambiente per un paio d'ore e poi trasferito la ciotola coperta in frigorifero. 
Al mattino successivo l'abbiamo tolta dal frigorifero e lasciata a temperatura ambiente per circa un'ora trascorsa la quale abbiamo rovesciato il nostro impasto sul tavolo da lavoro, diviso in due e piegato delicatamente ciascuna parte come un fazzoletto, formato due pagnotte che abbiamo messo in due ciotole individuali ricoperte da carta forno. 
Abbiamo spolverato con un poco di farina, coperto con un foglio di pellicola alimentare, una bella copertina calda e lasciato lievitare per circa 2 ore (è il tempo minimo); abbiamo inciso la superficie, 
trasferito sulla placca e cotto nel forno già caldo a 150° per i primi 10 minuti abbassando a 200° per altri 25 minuti circa 
Abbiamo sfornato e... buonissimo!    
Aspettando la primavera... buon appetito!

sabato 6 aprile 2013

Quanti modi di fare e rifare gli Strangula prievet' di Spery

L'appuntamento di aprile è da Spery con gli Strangula prievet' al ragù napoletano.
E' una pasta semplice che arricchita dal ragù diventa sublime. Spery ci ha portato nei vicoli di Napoli dove il ragù è un'arte che richiede capacità e pazienza: la lenta cottura con la giusta dose di carne che, tuffata nella "pummarola" e condita con maestrìa, sarà servita come secondo piatto mentre il sugo verrà generosamente versato sulla pasta, tutto condiviso in una tavolata allegra e rumorosa, annaffiata da chiacchiere, risate e buon vino.
La stessa atmosfera che l'allegra brigata delle Cuochine dei Quanti modi di fare oggi vuole portare nella cucina di Spery... apri la tavola grande Spery,  stiamo arrivando!!!

Ingredienti per il ragù:
  • 5 costine di maiale noi 3 costine di maiale
  • 5 ossa carnose di bovino noi 300 g di aletta di manzo
  • 5 fette di bovino di spessore medio  noi no
  • 2 litri di passata di pomodoro  noi 1 litro di passata di pomodoro + 1/2 litro di acqua
  • 3 cipolle noi 1 cipolla bianca
  • sale
  • pepe noi peperoncino di Cajenna
  • prezzemolo  noi no
  • parmigiano noi no
  • basilico
  • olio evo
  • noi abbiamo usato anche mezzo bicchiere di vino bianco ed un poco di zucchero
Procedimento:
Abbiamo tritato la cipolla, l'abbiamo saltata in un filo di olio evo e stufata con un poco di acqua.  Alla cipolla abbiamo aggiunto le costine, l'aletta di manzo, abbiamo rosolato e sfumato con il vino bianco, aggiunto la passata di pomodoro ed un pizzico di zucchero, allungato con acqua, regolato di sale e cotto lentissimamente a fiamma bassissima per 3 ore e mezza. 
Ragù che "pippa"
Al termine della cottura abbiamo aggiunto il basilico.

Ingredienti per gli strangola preti
  • 400 g di farina per pasta  noi 150 g di farina 00 bio + 150 g di semola di grano duro bio
  • acqua qb noi 300 g di acqua calda 
  • sale
Procedimento:
Abbiamo mescolato l'acqua calda salata con le farine, lavorato l'impasto sino a renderlo omogeneo lasciandolo riposare per una decina di minuti, trascorsi i quali abbiamo formato dei cilindri che abbiamo
tagliato a pezzetti ricavando degli gnocchetti che incavati hanno formato gli strangola preti.
Braccio destro al lavoro
perfetto!
Con il prezioso aiuto del mio Braccio destro ecco il nostro vassoio di strangula prievet' qui in attesa di essere tuffati in abbondante acqua bollente e salata per una rapida cottura (circa 5 minuti dalla ripresa del bollore)
scolati li abbiamo conditi con abbondante ragù ed una spolverata di peperoncino, innaffiati con dell'ottimo Lambrusco secco di Sorbara doc ed infine fatto la scarpetta con il nostro pane al kamut 
Buon appetito!
Grazie a Spery per aver condiviso con noi la tua squisita ricetta e grazie anche ad Anna, Ornella e alla Cuochina per il loro lavoro!
Il prossimo appuntamento è per il 06/05/2013 da Marina con la Bughatsa dolce da Salonicco